1) Funzione protettiva: si riferisce alla tendenza di “proiettare” sull’animale caratteristiche proprie, che si collega alla relazione tra la persona e l’animale che ha scelto di adottare, legate alla personalità del padrone e all’immagine che egli ha di se stesso.
2) Funzione di “lubrificante” sociale: incrementa la quantità e la qualità dell’interazione sociale, aiutando a “rompere il ghiaccio”, diventando pretesto per la comunicazione.
3) Funzione di surrogato: si ha quando l’animale è visto in senso antropomorfo, in altre parole gli si attribuisce, in modo più o meno inconsapevole, caratteristiche umane, come il parlare col cane e il confidarsi con lui.
4) Funzione di capro espiatorio: dove il cane diventa “elemento” sul quale scaricare le proprie ansie e frustrazioni.
Aeron Katcher e Alan Beck hanno tracciato nove punti del perché la pet è efficace:
- gli animali forniscono compagnia
- gli animali ci offrono qualcosa da dover curare e che richiama la nostra attenzione distogliendoci da pensieri angoscianti
- gli animali sono esseri attivi, in movimento e vivi
- sono una presenza costante nelle diverse fasi della nostra vita
- gli animali ci fanno sentire accettati e quindi favoriscono il rapporto con le altre persone
- attraverso i loro giochi ed i loro buffi modi di muoversi, ci spingono al sorriso ed alle risate
- rappresentano un ottimo stimolo all’esercizio fisico
- ci rendono più rilassati e tranquilli
- oltre ad essere piacevoli da accarezzare sono anche piacevoli da guardare
Invece secondo il sociologo Mario Adis, l’animale domestico sembra essere in grado di rispondere a quattro bisogni fondamentali dell’uomo (teoria delle quattro S):
- sicurezza
- sensibilità
- silenzio
- stabilità
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